L'abusivismo in Italia


Cancellare subito dalle coste italiane i cinque ecomostri simbolo di un'arroganza che non vogliamo più subire

L’abusivismo edilizio è un’autentica piaga del nostro Paese. Una ferita che viene continuamente riaperta dalle promesse di condono edilizio. Di fronte al dilagare del mattone illegale lo Stato “corre ai ripari” premiando i furbi e condonando l’illegalità. E' successo tre volte negli ultimi trent'anni: 1985,1997 e 2008.  La costante dei condoni edilizi alimenta il fenomeno, ma a moltiplicare i cantieri illegali è soprattutto un altro incentivo micidiale: la quasi matematica certezza che l’immobile abusivo non verrà abbattuto. Le ordinanze di demolizione effettivamente eseguite, anche quando sono previste da sentenze della magistratura diventate definitive, sono l'eccezzione e non la regola. Lo confermano i dati sulle demolizioni eseguite nei comuni capoluogo di provincia, dal 2000 al 2011, appena 4.956, ovvero il 10,6% delle 46.760 ordinanze emesse. Il provvedimento, insomma, arriva ma la possibilità di farla franca è comunque elevatissima.

Accanto al “buco nero” delle demolizioni, c'è l'eredità avvelenata dei precedenti condoni edilizi, quella delle centinaia di migliaia di richieste di sanatoria rimaste inevase.

I condoni edilizi nei Comuni capoluogo di provincia

Condono

Richieste

Ammesse

Respinte

In attesa di valutazione

 

L. 47/1985

 

1.513.165

 

930.443

 

15.626

 

567.096 (37,48%)

 

L. 724/94

 

312.663

 

167.720

 

6.901

 

138.042 (44,15%)

 

L.209/2003

 

214.716

 

70.425

 

5.332

 

138.959 (64,72%)

 

Totale

 

2.040.544

 

1.168.588

 

27.859

 

844.097 (41,37%)

Fonte: Legambiente, dossier “Stop a mattone selvaggio” (dicembre 2012)

Non bisogna mai dimenticare poi che ad alimentare il fenomeno dell’abusivismo edilizio è anche la connivenza delle pubbliche amministrazioni con la criminalità organizzata, come raccontano le pagine di Ecomafia. L’analisi dei decreti di scioglimento delle amministrazioni locali condizionate dalla mafia restituisce un dato inequivocabile: l’81% dei Comuni sciolti in Campania dal 1991 ad 2013, vede, tra le motivazioni, un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase.

LA TOP FOUR  
I casi di cemento illegale che Legambiente denuncia da sempre e di cui chiede alle istituzioni, Comuni in testa, l’abbattimento per via preferenziale.
In virtù della loro storia e del loro impatto sul territorio rappresentano bene ciò che deve essere finalmente cancellato dalle coste italiane. Sono gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, il villaggio di Torre Mileto
a Lesina in provincia di Foggia, lo scheletro di Aloha mare ad Acireale nel catanese, le 35 ville nell'area archeologica di Capo Colonna a Crotone.

 

 

APPROFONDIMENTI

 

 

 

 

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